Le faccette dentali sono restauri estetici sottili, in ceramica o composito, che si applicano sulla superficie anteriore dei denti per correggere discromie, piccole irregolarità o usura. Sono uno dei trattamenti estetici più richiesti in odontoiatria, ma non sono adatte a tutte le bocche.
Le controindicazioni delle faccette dentali sono condizioni cliniche che rendono il trattamento inadatto, rischioso o controproducente. Si dividono in assolute, che impediscono il trattamento in qualsiasi caso, e relative, che richiedono prima un trattamento preliminare per rendere sicura l’applicazione. Conoscerle prima di prenotare una visita estetica ti permette di arrivare con aspettative realistiche e di capire se il tuo punto di partenza è già pronto per le faccette o ha bisogno di qualche step precedente.
Controindicazioni assolute e relative: cosa cambia in pratica
La distinzione tra controindicazione assoluta e relativa è il primo concetto che vale la pena chiarire, perché cambia completamente il significato di un “no” durante la visita.
Una controindicazione assoluta significa che le faccette non sono realizzabili in quella situazione, indipendentemente da qualsiasi altro fattore.
Una controindicazione relativa significa che in questo momento le faccette non sono indicate, ma che risolta la condizione sottostante il trattamento diventa possibile. Gli adesivi moderni permettono la cementazione anche su dentina con buoni risultati, quindi quasi tutte le condizioni che rendono il trattamento difficile rientrano nella categoria delle controindicazioni relative, non assolute.
Questa distinzione è importante perché molte pazienti interpretano una controindicazione relativa come un’esclusione definitiva, e rinunciano a un percorso estetico che sarebbe perfettamente realizzabile dopo la fase di stabilizzazione clinica.

Smalto dentale insufficiente
Le faccette aderiscono al dente attraverso la cementazione adesiva. La superficie ideale è lo smalto, che garantisce l’adesione più stabile e duratura nel tempo. Tuttavia, grazie agli adesivi di ultima generazione, la cementazione è possibile anche su dentina con buone performance, anche se inferiori rispetto allo smalto.
Questa condizione è quindi una controindicazione relativa: non impedisce il trattamento in assoluto, ma richiede una valutazione attenta della quantità di smalto residuo e della tecnica più adatta. Durante la prima visita analizzo lo spessore e la qualità dello smalto disponibile per stabilire se e come procedere in sicurezza.
Bruxismo non trattato
Il bruxismo è l’abitudine, spesso inconsapevole, di digrignare o serrare i denti durante il sonno o nelle ore di veglia. Le forze generate dal bruxismo possono essere fino a dieci volte superiori a quelle della normale masticazione.
Le faccette in ceramica, per quanto resistenti, non sono progettate per sopportare forze parafunzionali di questa intensità. Il rischio concreto è la frattura o il distacco della faccetta, a volte nel giro di pochi mesi dall’applicazione.
Questo non significa che chi soffre di bruxismo non possa mai avere le faccette. Significa che prima è necessario gestire la parafunzione, generalmente con un bite notturno personalizzato, e poi valutare il trattamento estetico su basi più stabili.
Fonte scientifica
Approfondimento basato sulla letteratura scientifica
Uno studio pubblicato su Journal of Clinical Dentistry ha analizzato 323 faccette in porcellana su pazienti con e senza bruxismo attivo. I risultati mostrano che la maggior parte delle fratture e dei distacchi registrati si è verificata nei pazienti con bruxismo, e che l’utilizzo di un bite occlusale notturno riduce in modo significativo questo rischio.
Leggi lo studio su PubMed ↗Journal of Clinical Dentistry • 2014
Malattia parodontale attiva
La parodontite è una malattia infiammatoria cronica che colpisce i tessuti di supporto del dente: gengiva, osso alveolare e legamento parodontale. Quando è in fase attiva, il margine gengivale è instabile e tende a modificarsi nel tempo man mano che la malattia progredisce.
Applicare faccette estetiche su una bocca con parodontite in corso è controproducente per una ragione precisa: il margine gengivale determina l’estetica delle faccette. Se la gengiva si ritira dopo l’applicazione, il bordo della faccetta diventa visibile, il risultato estetico si compromette e spesso è necessario un rifacimento.
Esiste anche una questione di priorità clinica. Le faccette sono un trattamento estetico che migliora l’aspetto del sorriso. La parodontite, se non trattata, porta alla perdita dei denti. Mettere l’estetica prima della salute non è mai la sequenza corretta.
La procedura giusta è: prima il trattamento parodontale non chirurgico, con strumentazione a ultrasuoni e minimo root scaling, rivalutazione clinica e stabilizzazione del quadro gengivale. Solo dopo, su gengive sane e margini stabili, si progetta il trattamento estetico. I trattamenti parodontali non chirurgici disponibili in studio permettono di stabilizzare la situazione senza intervento chirurgico nella maggior parte dei casi.
Carie attive o restauri estesi non risolti
Le faccette si applicano su denti sani o comunque clinicamente stabili. Applicarle su un dente con una carie in corso o con una ricostruzione vecchia che presenta infiltrazione significa coprire un problema che continuerà a peggiorare sotto la faccetta, fuori dalla visibilità clinica.
Le conseguenze pratiche sono due. La prima è la progressione della carie sotto il restauro, che può portare a dolore, infezione e perdita del dente in tempi molto più rapidi rispetto a un dente non trattato esteticamente. La seconda è il fallimento della cementazione: una superficie di dentina compromessa non garantisce l’adesione necessaria per mantenere la faccetta stabile nel tempo.
La sequenza clinica corretta è sempre: diagnosi precoce della carie, trattamento conservativo, e solo dopo valutazione estetica. In studio utilizzo il sistema ICDAS per la diagnosi precoce e, per le lesioni iniziali, tecnologie come Curodont e ICON che permettono di bloccare la progressione della carie senza trapano e senza perdita di tessuto sano.
Malocclusioni gravi non corrette
Un’occlusione non bilanciata, un morso profondo o un’apertura anomala generano forze irregolari sui denti anteriori. Le faccette in ceramica posizionate in una situazione occlusale sfavorevole sono sottoposte a sollecitazioni per cui non sono progettate: frattura e distacco diventano scenari probabili, non solo possibili.
Il morso profondo, in particolare, è una delle cause più frequenti di fallimento precoce delle faccette sugli incisivi superiori. Gli incisivi inferiori, nella chiusura, impattano direttamente sulla superficie delle faccette invece di scivolare correttamente. Questo tipo di stress meccanico ripetuto nel tempo consuma o frattura il materiale ceramico.
In questi casi la soluzione non è rinunciare alle faccette, ma affrontare prima il problema occlusale: a volte è sufficiente un bite di riposizionamento, in altri casi è necessario un percorso ortodontico preventivo. Solo dopo aver stabilizzato l’occlusione il trattamento estetico diventa predicibile e duraturo.

Cosa valuto in studio prima di proporre le faccette
Nel mio studio nessun trattamento estetico parte senza una valutazione clinica completa. È la base che decide se le faccette sono la scelta giusta, quale tecnica è più adatta e se esistono condizioni da trattare prima.
Durante la prima visita analizzo questi parametri:
Salute delle gengive. Screening parodontale con misurazione delle tasche gengivali e valutazione del sanguinamento. Una gengiva che sanguina non è pronta per un trattamento estetico.
Quantità e qualità dello smalto residuo. Determina se la cementazione adesiva sarà stabile e se è indicata la tecnica tradizionale o la injection technique.
Presenza di parafunzioni. Bruxismo, serramento, abrasione da attrito. Se ci sono, è necessario gestirle prima.
Occlusione e movimenti mandibolari. Per capire se le faccette saranno sottoposte a forze eccessive durante la masticazione o in chiusura.
Aspettative della paziente. Cosa vuole correggere, quanto è disponibile a fare, quali sono i tempi e il budget. Un piano di trattamento chiaro e trasparente parte sempre da qui.
Solo dopo questo quadro completo propongo un piano con le opzioni disponibili, i passaggi previsti, i tempi e i costi reali. Le controindicazioni delle faccette dentali non sono un ostacolo: sono informazioni che ci aiutano a trovare il percorso giusto.
Quando le faccette non sono indicate quali sono le alternative?
Se dalla valutazione emerge che le faccette non sono indicate in questo momento, esistono alternative efficaci per quasi ogni obiettivo estetico.
Sbiancamento dentale professionale. Per discromie superficiali e ingiallimento da invecchiamento o abitudini alimentari. Non tocca la struttura del dente ed è il punto di partenza per molti percorsi estetici. Scopri lo sbiancamento dentale disponibile in studio.
Trattamento ICON per le macchie bianche. Corregge le white spot da demineralizzazione, fluorosi o post-ortodonzia in una singola seduta di 20-25 minuti, senza trapano e senza anestesia. Indicato quando le macchie bianche sui denti anteriori sono la preoccupazione principale. Approfondisci il trattamento ICON disponibile in studio.
Compositi diretti con injection technique. Restauri estetici in composito applicati direttamente sul dente, senza preparazione dello smalto e senza rimozione di tessuto sano. Correggono piccole scheggiature, irregolarità di forma o chiusura di diastemi in modo reversibile e conservativo. Sono spesso il primo step che permette di vedere il risultato estetico prima di qualsiasi decisione definitiva. La injection technique è inoltre la scelta preferenziale per i pazienti giovani che non hanno ancora completato lo sviluppo dentale: permette di migliorare l’estetica del sorriso in modo non invasivo, rimandando qualsiasi trattamento definitivo al raggiungimento della maturità dentale completa.
Trattamento parodontale preventivo. Quando la priorità clinica è stabilizzare le gengive. Una volta risolto il problema parodontale, la valutazione estetica riprende su basi solide.
In molti casi la sequenza più efficace è: prima la salute orale, poi l’estetica. Un sorriso bello dura nel tempo solo se i denti che lo sostengono sono sani.
Se stai valutando le faccette dentali a Bologna o nella zona di Casalecchio di Reno e vuoi capire se la tua situazione clinica è pronta, il punto di partenza è una visita completa allo studio.
Domande frequenti sulle controindicazioni delle faccette dentali
Chi ha smalto insufficiente, malattia parodontale attiva, carie non trattate o bruxismo non gestito. Molte di queste condizioni sono temporanee: risolto il problema, il trattamento diventa possibile.
Sì, ma solo dopo aver gestito la parafunzione. Con un bite notturno personalizzato il rischio di frattura si riduce significativamente. Il bruxismo non trattato è una delle principali cause di fallimento delle faccette in ceramica.
Le faccette tradizionali in ceramica richiedono una leggera preparazione dello smalto, irreversibile. Le faccette in composito con injection technique sono additive e non toccano il dente. In entrambi i casi, su denti sani e con valutazione clinica corretta, non causano danni.
Con smalto assente, parodontite attiva, carie in corso, bruxismo non trattato o malocclusioni gravi non corrette. Alcune di queste condizioni sono controindicazioni temporanee: risolte, il trattamento diventa indicato.
Le faccette in ceramica sono irreversibili, più costose e richiedono più sedute. Quelle in composito durano meno e possono colorarsi nel tempo. In entrambi i casi il rischio principale è applicarle senza una corretta valutazione clinica preliminare.
Il dente naturale rimane sotto la faccetta. Se la valutazione iniziale era corretta e l’igiene è buona, il dente rimane sano. Con carie preesistenti non trattate o igiene scarsa, i problemi progrediscono nascosti sotto il restauro.


